I Miei Acquisti

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 Collana: Moviement
 Formato: 21 x 29,7
 Pagine: 112
 Prezzo: 15 euro
 ISBN: 978-88-97670-08-7
 Uscita: Luglio 2013

Il nono numero di MOVIEMENT è dedicato al meraviglioso regista iraniano Naderi.Amir Naderi è uno dei più autentici ed originali uomini di cinema concretamente operanti sulla scena internazionale. Il regista inizia la sua carriera nel suo paese d’origine, l’Iran, dove gira i suoi due capolavori Il Corridore (1985) ed Acqua, vento, sabbia (1988). Verso la fine degli anni Ottanta si stabilisce negli Stati Uniti come filmmaker indipendente e, di festival in festival, di rassegna in rassegna, conquista premi e consensi (già nel 1975 gli era stato consegnato da François Truffaut il Grand Prix all’11 International Meeting of Film and Youth al Festival del Cinema di Cannes). Durante questo periodo filma gli Stati Uniti diventando a tutti gli effetti un regista americano, dopodiché va alla scoperta di un altro dei paesi da lui amati, il Giappone, dove con una troupe interamente locale inizia le riprese del suo ultimo film Cut (2011). Naderi è a tutti gli effetti un cineasta “itinerante”, filma ciò che vede e ciò che sente nei luoghi a cui “sente” di appartenere e lui stesso si definisce un filmmmaker internazionale. I suoi film sono tutti all’insegna di un certo realismo poetico in perfetto equilibrio con uno sperimentalismo tecnico e stilistico ai limiti dell’astrazione dove la costruzione della trama è consegnata alle immagini, al montaggio e al suono.

 

 Collana: Moviement
 Formato: 21 x 29,7
 Pagine: 160
 Prezzo: 15 euro
 ISBN: 978-88-97670-05-6
 Uscita: Ottobre 2012 

L’ottavo numero di MOVIEMENT è dedicato al cinema 3D Stereoscopico. Con questo numero “Moviement”  ha operato una scelta editoriale precisa, quella di puntare più che su un autore o un genere cinematografico su una modalità di rappresentazione che negli ultimi anni si è imposta in maniera sempre più significativa nella produzione cinematografica: il 3D. Quando parliamo di 3D al cinema indichiamo il 3D Stereoscopico, ovvero la riproduzione degli effetti tridimensionali della visione binoculare attraverso la cinematografia. Il 3D in sé non è una novità nell’ambito della evoluzione dell’apparato tecnologico ma è parte intrinseca del DNA del cinema fin dalle sue origini. La contemporanea configurazione produttiva e l’espansione spettacolativa del 3D nell’industria cinematografica e su altre piattaforme e schermi è dovuta all’incidenza della rivoluzione digitale e all’utilizzo più sofisticato in senso narrativo del medium. Attraverso i saggi presenti in questo “Speciale” si è cercato di fornire un quadro abbastanza esauriente sui vari aspetti che investono la riflessione sul 3D, da quelli di natura metodologica (Atkinson), storica (Antermite, Del Valle, Botelho,) o estetica (Huhtamo, Menduni), passando attraverso la strutturazione tecnologica (Neri, Piazza, Tornimbeni), l’uso del suono (Callarello), le possibilità del 3D in campo autoriale (Catolfi, Menduni, Nencioni, Thompson, Zazzara) e del cinema di animazione (Lanzo). A completare il quadro le interviste a Lilliwood/Xilostudios, Zapruder e Joshua Hollander, un Glossario a cura di Antonello Satta e la riproduzione di un articolo “storico” sul 3D di Mario Verdone a cura di Eusebio Ciccotti. 

 

 Collana: Moviement
 Formato: 21 x 29,7
 Pagine: 96
 Prezzo: 12 euro
 ISBN: 978.88.904002.7.8
 Uscita: Luglio 2011 

Joel ed Ethan Coen, conosciuti al pubblico degli appassionati di cinema come fratelli Coen, sono i protagonisti di questa nuova monografia di Moviement. "Ufficialmente" Joel è il regista ed Ethan il produttore, in realtà i loro film sono scritti, diretti e prodotti da entrambi. Tra le caratteristiche che li contraddistinguono troviamo gli omaggi al cinema di genere (dal noir alla commedia), lo humour (anche nero) e l’inconfondibile vena creativa che si manifesta appieno nella costruzione della storia e nella scrittura di dialoghi esilaranti. Strapremiati, dal Sundance (Blood Simple - Sangue Facile, 1984) e Cannes (Barton Fink, è successo ad Hollywood, 1991) fino agli Oscar per Non è un paese per vecchi (2007), il loro ultimo film Il grinta (2010) ha incassato ben 10 candidature agli Academy Awards, tra cui quella per il miglior film ed il miglior attore protagonista. Questa imperdibile monografia raccoglie, in pieno stile Moviement, saggi ed interviste sui diversi aspetti della cinematografia di questi due fratelli, capaci di farci ridere e allo stesso tempo riflettere.

 

 Collana: Moviement
 Formato: 21 x 29,7
 Pagine: 112
 Prezzo: 12 euro
 ISBN: 978.88.904002.8.5
 Uscita: Gennaio 2011
 

“Il mondo si divide in due categorie di diversa ampiezza... quelli che non hanno mai sentito parlare di Jan Švankmajer e quelli che hanno visto i suoi lavori e sanno di essersi trovati faccia a faccia con un genio” (Anthony Lane – “The New Yorker”).Jan Švankmajer è tra i più grandi registi di animazione al mondo, maestro nell'arte dello stop motion è tra i principali esponenti del Surrealismo Ceco. Regista, pittore, scultore e poeta, mescola spesso tra loro arti diverse, i suoi film ci trasportano in mondi magici in cui tutto si anima. Questo numero di Moviement si occuperà, attraverso saggi ed interviste, dei vari aspetti che hanno reso unico questo grande maestro visionario, le cui opere hanno ispirato artisti quali Tim Burton, Terry Gilliam e i fratelli Quay. Il regista praghese è tornato in prima mondiale alla 67ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, fuori concorso, con Surviving Life “commedia psicanalitica” tra sogno e realtà. Dice Švankmajer: “La nostra civiltà non fa più affidamento sui sogni, dal momento che non possono essere capitalizzati”.

 

 Collana: Moviement
 Formato: 21 x 29,7
 Pagine: 96
 Prezzo: 12 euro
 ISBN: 978.88.904002.4.7
 Uscita: Maggio 2010

 

Regista, attore, sceneggiatore, produttore, sponsor convinto di un’idea di cinema capace di coniugare “alto” e “basso”, i film di Godard con quelli di Lucio Fulci, Quentin  Tarantino è forse l’unico e autentico total film-maker degli ultimi due decenni. Basterebbe sgranare la lista dei suoi film, da Le Iene (1992) a Bastardi senza gloria (2009),  per comprendere quanto la cifra stilistica tarantiniana abbia influenzato enormemente il gusto spettatoriale delle nuove generazioni. Se Pulp Fiction (1994) ha contrassegnato buona parte dell’estetica cinematografica (e non solo) degli anni novanta, lo stesso si può dire di Kill Bill (Volume I e 2, 2003, 2004), straordinario esempio di reinvenzione cinematografica nel riciclare in una perfetta sintesi “autoriale” le cosiddette “pratiche basse” del cinema e della cultura popolare. Il nuovo numero di Moviement (il quinto) cercherà di fare il punto sul fenomeno Tarantino e sulla sua arte attraverso i contributi di autorevoli studiosi italiani e stranieri che non hanno esitato a confrontarsi con un vero e proprio oggetto di culto.

 

 Collana: Moviement
 Formato: 21 x 29,7
 Pagine: 160
 Prezzo: 10 euro
 ISBN: 978.88.904002.3.0
 Uscita: Novembre 2009
 

Edizione speciale di Moviement sul grande genere cinematografico che ha reso l’Italia uno dei paesi più produttivi nell’Europa degli anni Sessanta. Genere nato con I Vampiri di Riccardo Freda e che ha visto susseguirsi autori/artigiani del calibro di Mario Bava, Lucio Fulci, Antonio Margheriti e Dario Argento, così creando film capolavoro apprezzati ancora oggi in tutto il mondo. La convivenza tra autorialità e artigianalità è solo una delle tematiche che sono affrontate in questo numero, il quale raccoglie originali saggi scritti da esperti nazionali ed internazionali che affrontano il “fenomeno” dalle più svariate angolazioni, come visioni interne, intuizioni improvvise, caratteristica essenziale dell’approccio alla critica cinematografica di questa collana. Come nei numeri precedenti, anche in questo numero è inoltre presente l’analisi di un film e maggiore spazio è dedicato alle appassionanti interviste che hanno suscitato un notevole interesse nei lettori di Moviement, perché Moviement è creato su misura per gli amanti del cinema, visionari in cerca di nuove storie.

 

 Collana: Moviement
 Formato: 21 x 29,7
 Pagine: 112
 Prezzo: 10 euro
 ISBN: 978.88.904002.2.3
 Uscita: Luglio 2009

 

Fino a qualche anno fa il nome di Kira Muratova era pressoché sconosciuto ai più. La figura e l’opera di quest’originale regista (la cui personale biografia si snoda attraverso ben quattro nazionalità, Romania, Moldavia, Russia, e Ucraina) sono state a lungo un caso emblematico di censura in Unione Sovietica. Dopo anni di ostracismo da parte di un’ottusa burocrazia i suoi film hanno ricevuto un primo ‘sdoganamento’ ufficiale solo nel 1986, in piena perestrojka gorbacioviana. Gli storici e gli studiosi non hanno esitato a ritenere il cinema della Muratova come uno dei più personali ed intensi dell’epoca post-staliniana, mai in linea con i canoni estetici del realismo socialista, un vero e proprio “anello mancante” nello sviluppo del cinema sovietico. Moviement per conoscere ed approfondire un po’ più da vicino il ‘fenomeno Muratova’ si è avvalsa del contributo di alcuni tra i più valenti studiosi della sua filmografia.

 

 Collana: Moviement
 Formato: 21 x 29,7
 Pagine: 80
 Prezzo: 10 euro
 ISBN: 978.88.904002.1.6
 Uscita: Giugno 2009 

È davvero singolare la parabola artistica di Malick, iniziata nella prima metà degli anni settanta in piena “New Hollywood” col folgorante La rabbia giovane (1973) già subito diventato oggetto di ‘culto’ per un’intera generazione, proseguita cinque anni dopo con I giorni del cielo (1978) un film attraversato da un grande respiro griffithiano e senza ombra di dubbio definito “one of the most cinematic achievements of the 1970s” (Variety Movie Guide). Poi una lunga, lunghissima pausa durata venti anni per riapparire, come la mitica “araba fenice”, in una rinnovata e strabiliante dimensione filosofica ed estetica con La sottile linea rossa (1998). Infine, ed è storia di ieri, l’apoteosi con The New World (2005) un capolavoro che mette, presumibilmente ed a dispetto degli scettici, il sigillo definitivo al genio cinematografico malickiano. Può questa smilza filmografia, con cadenze simil-dreyeriane, costituire un serio banco di prova per una plausibile categorizzazione storiografica oppure dobbiamo limitarci a collocare l’opera di Malick nel campo degli autori ‘inclassificabili’ e non ancora sufficientemente ‘storicizzabili’? Sono false questioni. Il cinema di Malick, al di là di una improponibile visione nei termini di una poetica di “lirica contemplazione”, è sicuramente un cinema che si inscrive tra i poli della classicità e della modernità sulla scia luminosa di Griffith, Ejzenstein, Welles, Kubrick. Come questi grandissimi cineasti Terrence Malick in ogni frammento anche minimo dei suoi film cerca di conquistare la Grande Forma del Cinema attraverso l’arte totale della regia.

 

 Collana: Moviement
 Formato: 21 x 29,7
 Pagine: 80
 Prezzo: 10 euro
 ISBN: 978.88.904002.0.9
 Uscita: Maggio 2009

Nel primo numero viene proposta una monografia su David Lynch. I saggi riuniti offrono una variegata prospettiva ermeneutica su un autore non convenzionale, sospeso tra sperimentalismo visivo (Inland Empire), fascinazione onirica e voyeuristica (Mulholland Drive), critica impietosa del sogno/incubo americano (Blue Velvet, Twin Peaks, Lost Highway). È la categoria freudiana del ‘perturbante’ (unheimlich) il tratto unificante che connota le incursioni registiche di Lynch “ossessionato dalle ossessioni”, perennemente teso a captare una realtà ‘altra’ che l’immagine cinematografica riesce solo a farci intravedere.

 
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